Respirare tra le righe
A volte le parole non cercano risposte, ma solo uno spazio dove esistere.
Scrivo per liberare, per ricordare, per restare.
Questo è il primo pensiero che affido a Tra Scritti.
Che possa trovare ascolto, eco, o semplicemente silenzio.
Se ti ha toccato, raccontami il tuo.


Ti seguo con piacere. Volevo solo lasciare un pensiero.
Grazie per esserti fermata qui.
E grazie per il tuo pensiero.
PAG. 43
Avevo negli occhi una gioia che non sapevo spiegare,
qualcosa che scendeva nel profondo e mi faceva sentire visto.
Ho provato a dare il massimo, ad andare oltre,
così ho scritto una lettera che parlava di amore,
una parola che ancora mi insegna a vivere.
Il cuore si è aperto, la vita ha fatto il resto.
Sono rimasto attento, perché voglio che ovunque …
Voglio che ovunque
io possa portare
le mie parole per te.
Anche se scritte
su un libro
reso intonso
dalla tua impossibilità
di leggermi dentro.
Grazie.
Le tue parole hanno una delicatezza che arriva e resta.
Sono felice che tu le abbia condivise qui su Tra scritti.
Sempre grata a chi ospita le mie parole.
In questo caso poi, ho un motivo in più per ringraziare: per quanto intense possano essere le parole che ho in mente, non avrebbero avuto modo di uscire, se non avessero incontrato uno spunto di scrittura così speciale.
Questo posto mi piace così tanto che credo ci riscriveremo presto.
Buona domenica sera.
Che bello leggere le tue parole.
Sapere che qui hai trovato uno spazio in cui far uscire ciò che avevi dentro è un regalo, veramente.
Le parole escono quando sentono che possono essere ascoltate.
Mi fa piacere pensare che ci riscriveremo.
Buona domenica sera anche a te.
SALA D’ATTESA
Prima di te
leggevo
libri su libri.
Me ne andavo così
ovunque
altrove
purché lontano
da qui.
Ora ci sei tu
e i libri
rimangono immobili
intorno a me.
Perché
dovrei leggere
su carta
le emozioni
che posso
vivere con te?
Cosa farò
di tutti i miei libri?
Tornerò da loro
solo se e quando
tu te ne andrai?
Per ora
torno da loro
durante le pause
tra due emozioni.
E se un giorno
i libri diventassero
riviste
polverose
spiegazzate
piene di ditate
abbandonate
su un tavolino malfermo
di una sala d’attesa.
Impossibile.
Io e te
abbiamo sempre
vissuto (di) emozioni.
Senza mai
attenderle.
Grazie per aver condiviso queste parole.
La porta è sempre aperta per chi, come te, decide di condividere una parte di se.
PARCHEGGIO
Scrivania vuota
e libri parcheggiati
in doppia fila
a occupare
parcheggi verticali.
Libri
in perenne attesa
di ricevere attenzioni.
E poi
pedine
carte
enigmi egizi(ani).
Giochi di società
senza senso alcuno
nella solitudine
che accompagna
i miei giorni.
E poi quella domanda
sempre la stessa
Cosa porterei con me
se potessi-dovessi-non so più che verbo usare
uscire da questo parcheggio?
Dove andrei?
Quanto spazio
mi riserverebbe
la mia nuova vita?
Basta.
Il motore
è (ancora) spento.
Ti aspetto in macchina
non prima di essermi tolta
da questa
dannata doppia fila.
Abbia-pazienza-tra-cinque-minuti-lui-arriva-e-noi-ce-ne-andiamo.
Ma lui
(non) sei tu.
Noi non siamo
io e te
Nessuna parte
ci sta aspettando.
Cinque minuti
potrebbero essere
ore, mesi, anni.
Devo assolutamente
cercare
un altro parcheggio.
Parcheggio
dallo spazio infinito
per contenere
tutta l’attesa di te.
Grazie per aver condiviso queste parole.
Si sente che per te hanno un peso e un tempo preciso.
Le accolgo con gratitudine.
SAN VALENTINO DI CARTA
23 aprile
C’è stato un tempo
in cui oggi
celebravo il mio
San Valentino di Carta.
23 aprile 2026
Sei tu
che mi inviti
a trovare nuovo amore
tra le pagine di un libro.
Mi indichi anche
una perfetta colonna sonora
per la mia storia (d’amore).
Ma io faccio troppa fatica.
Perdonami.
Continua tu
a leggermi il tuo libro.
Sarà silenzio
tutt’intorno a noi.
Come in quelle
antiche biblioteche
templi sacri dei pensieri.
Nom so
se quelli per te
si possano definire
sacri.
Forse no.
Ma tu
continua a leggere.
Solo così
sacri o no
taceranno
i miei pensieri.
Grazie per quello che hai scritto.
Questa poesia mi ha toccata.
Mi ha colpito anche quel tuo “San Valentino di Carta”.
È un’immagine bellissima.
Se ti va, mi piacerebbe capire cosa significa per te,
com’era quel tempo in cui lo celebravi.
Intanto grazie, davvero,
per aver condiviso un pezzo così intimo di te.
Molto volentieri!
C’è stato un tempo in cui mi era sufficiente essere circondata da pile di libri ancora da leggere.
Era questa la principale ragione di serenità quotidiana e di fiducia nel mio futuro.
Ora, invece, sto attraversando un periodo della mia vita talmente complicato e incerto, che nemmeno i libri mi sono di grande aiuto, anzi.
Gli unici momenti di serena felicità sono quelli che mi è permesso vivere accanto all’uomo che amo (non ricambiata, purtroppo).
Ma vederlo felice, rende felice anche me.
Grazie per avermelo chiesto.
Spero di aver risposto alla domanda.
A presto!
Grazie per aver condiviso qualcosa di così personale.
Capisco quello che dici sui libri, e spero che un giorno non troppo lontano possano tornare a darti ciò che ti hanno dato, e magari anche qualcosa in più.
A volte la vita, spiegata in un altro modo, chiede tutto lo spazio, e il resto resta in attesa. Succede, e non c’è nulla di sbagliato.
Grazie davvero per avermi raccontato cosa significava per te quel “San Valentino di Carta”.
È bello quando un gesto, anche lontano, continua a dire qualcosa di noi.
A presto.
p.s. assolutamente hai risposto…e ti ringrazio ancora.
RILEGATURA
Dolcissimo Principe Pazzerello,
ho aperto e chiuso
il Libro di Zuckerberg
non so quante volte
in attesa
di un frammento
di capitolo.
Ho
(quasi)
sperato
di non trovare nulla.
Ho avuto paura
di rovinare la tua voce
con eccessivi spoiler.
Ma tu
non mi hai detto
quasi nulla.
Hai portato con te
un solo frammento
della tua nuova vita.
Frammento circolare
con cui rile(g)go
le nuove pagine
che mi offri
(anche oggi).
Ciao Loretta,
grazie…in ogni tua poesia c’è una delicatezza che riconosco, un modo tuo di tenere insieme le pagine e le voci senza stringerle troppo.
Mi ha fatto davvero piacere riceverla.
Grazie per averla condivisa con Tra scritti.
Grazie davvero per questo spazio.
Scrivo per passione, ma ho un rapporto un po’ problematico con la parola ‘talento’; infatti, riferita ai miei scritti, mi sa molto di presunzione; certo, questo atteggiamento mi aiuta a cercare sempre il modo per migliorarmi.
Di certo, sapere che chi mi legge rintraccia una voce riconoscibile, mi rende soddisfatta.
Buona giornata.
Ciao Loretta,
grazie per quello che hai scritto.
Vorrei dirti che quello che arriva dai tuoi testi non è presunzione, è presenza.
È una voce che si riconosce perché è autentica, non perché vuole dimostrare qualcosa. Ed è bello che tu continui a cercare, a migliorarti, a restare in ascolto. È questo che, secondo me, rende i tuoi scritti così vivi.
Grazie davvero per condividerli con Tra scritti.
Buona serata.
CARTA DA REGALO
Vago nel labirinto
di copertine e pagine
nell’attesa di compiere
le mie scelte.
Nel mio andare
senza una meta precisa
penso (anche) a te.
Nessuna copertina
nessuna pagina
nessun titolo
nessuna trama
mi parla(no)
davvero di te.
Eppure credo
di conoscerti
abbastanza (bene).
Eppure credo che
anche tu
ti meriteresti le parole di altri
(scelte da me con molta cura).
E invece
non (pos)so fare altro
se non donarti
una carta da regalo
scritta da me.
Perché
la nostra storia
non assomiglia
a quella
di nessun altro.
Ed è proprio questa
la sua magia.
Aver bisogno
di parole tutte sue
per trovare un posto
(anche)
fuori dai nostri cuori.
Loretta, grazie!
Hai ragione: certe storie chiedono parole tutte loro,
e tu le hai trovate con una cura che arriva dritta.
Grazie per questa carta da regalo scritta da te.
Qui di sicuro sarà custodita come una cosa preziosa.
C’è un libro che sta scegliendo per mettersi in viaggio. Accolgo l’invito della stanza sospesa: ti contatterò presto per affidartelo, affinché possa trovare il suo posto nella tua biblioteca e iniziare una nuova storia.
Grazie per questo gesto: accoglierò il tuo libro con grande gioia e con la stessa cura con cui tu lo stai lasciando andare.